Fanfiction Dr House MD&Co. - Unofficial Forum

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End of Days, By SG1Bauer
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Nome fanfiction: End of Days
Autrice: SG1Bauer
Genere: Romance
Rating: Per tutti
Personaggi: Wilson & Cuddy
Stato: Completa
Piccola trama: Cuddy ringrazia Wilson per la visita alla galleria...questo porterà ad altro?



Capitolo 1

La Dottoressa Cuddy si stava dirigendo nell'ufficio del primario di Oncologia James Wilson, determinata a ringraziarlo per averla portata a teatro. Non avrebbe permesso ad House di prenderla in giro di nuovo con qualche sua ridicola uscita, come mandare dei fiori a Wilson. Sebbene House non avesse mai ammesso di averci scritto il nome di lei sul bigliettino, legato all'improvviso bisogno di evitarla da parte di Wilson e House...beh il solito House, era stata capace di capire tutto abbastanza velocemente.

A dispetto delle continue canzonature di House sul loro "appuntamento", aveva passato una bella serata. Wilson aveva ragione, aveva lavorato troppo e aveva bisogno di un pò di relax. Stare con James mentre lo faceva, era stato un bonus aggiuntivo. Si sentiva un pò più distesa. E così si ritrovò davanti la porta dell'ufficio di Wilson con l'intenzione di ringraziarlo e di proporgli un'altra uscita, preso come appuntamento o no.

Bussò alla porta e presto sentì una gentile voce che la invitava ad entrare. Con quell'invito, la Cuddy aprì la porta e mise la testa dentro; abbastanza per far vedere a Wilson chi fosse.

Seduto alla scrivania, Wilson alzò lo sguardo, pregando silenziosamente che non fosse House per seccarlo di nuovo, come se non avesse fatto altro fin ora. Vedendo la faccia sorridente della Cuddy, si rilassò un pò e sorrise di rimando, dicendole un semplice "Hey, vieni dentro".

"Hey" replicò lei, entrando e mettendosi di fronte la scrivania.

"Che succede?" chiese, curioso di sapere perchè fosse venuta nel suo ufficio, non essendo cosa comune.

"Sono venuta solo per ringraziarti per Martedì" disse sorridendo "Pensavo di poter tenere House fuori dalla questione...mi dispiace".

"Non è stata colpa tua" replicò mentre si alzava e aggirava la scrivania, arrivandole davanti "E' House; lo fa sempre. Sebbene sono sicuro che voglia farmi entrare in psicanalisi, sembra il motivo per cui viva, troverebbe, comunque, altri modi per farlo".

Ridendo sommessamente al suo commento, disse "Concordo". Dopo un momento di imbarazzante silenzio, continuò "Beh, non voglio farti perdere tempo. Volevo solo ringraziarti, ti lascio tornare al tuo lavoro" facendo cenno alle numerose cartelle sparse sulla scrivania, prima di girarsi per andarsene.

Impulsivamente, la mano di Wilson si alzò e si mise sul braccio di lei "Lisa" cominciò gentilmente "Sei libera Venerdì sera? Voglio dire, so che l'ultima volta che siamo andati a cena non è andata proprio bene, ma pensavo che forse..." parlò nervosamente prima che la Cuddy lo fermasse.

"Mi piacerebbe".

"Oh, ok, bene" balbettò, sorpreso per la sua risposta.

"Sai che è la seconda volta, in meno di due settimane, che ti vedo imbarazzato?. Penso che sia un record" commentò lei giocosamente.

Wilson sorrise imbarazzato e continuò con il suo originario treno di pensieri "Quindi, pensavo che forse dopo il lavoro, Venerdì ci potremmo fermare in qualche posto e mangiare qualcosa".

"Suona bene" disse "Ci mettiamo d'accordo più tardi" era più una constatazione che una domanda.

"Si, suona bene".

E con questo, la Cuddy si girò ed uscì dall'ufficio, sorridendogli mentre si girava per chiudere la porta.

Quando la porta si chiuse, Wilson sospirò. Ora la vera domanda era, la Cuddy pensava che fosse un'uscita tra due amici, di nuovo? Sapeva tutto troppo bene riguardo all'etichetta che gli avevano affibbiato in reparto, per quanto riguardava il suo campo amoroso; era il primo ad ammetterlo. Ma questa era la Cuddy; una delle sue amiche più vicine. Non avrebbe rovinato tutto questo, perchè se l'avesse fatto, non solo avrebbe perso l'occasione di una relazione con lei, ma anche un'amica. Era determinato a non far accadere nulla del genere e anche se odiava ammetterlo, era stato più veritiero con House durante quella volta nell'ufficio di lui, di quanto voleva ammettere. La verità era che Wilson voleva davvero andare nell'ufficio della Cuddy e baciarla.

I pensieri dell'oncologo lo portarono ad una conclusione scomoda: era in debito con House. Se non fosse stato per quei biglietti, non avrebbe mai chiesto alla Cuddy di uscire. 'Grande' pensò 'Ora sono in debito con House. Dove sta andando a finire il mondo?'

Continua..............

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Capitolo 2

Venerdì finalmente arrivò e miracolosamente, sia Wilson che Cuddy erano stati capaci di non farsi scoprire da House. Erano quasi le 5, l'ora che avevano stabilito per incontrarsi fuori dall'ospedale, e Wilson stava pregando la sua fortuna di dargli altri 10 minuti. L'oncologo si alzò dalla sedia e si tolse il camice prima di prendere la giacca.

Mentre apriva la porta, Wilson si trovò faccia a faccia con la sola persona che aveva sperato di evitare.

"House" sospirò, riconoscendo l'amico mentre lo spingeva verso il corridoio e si dirigeva verso gli ascensori, sperando di scappare di lì il prima possibile.

"Te ne vai presto, Jimmy?" chiese House col tono di uno che non si sarebbe fermato a quella sola domanda.

"Sono quasi le 5" disse come se fosse la cosa più ovvia del mondo "A proposito, perchè sei qui? Credevo che te ne dovessi andare alle 3".

"Sono venuto a far visita ai poveri bimbi morenti. Mi conosci, non puoi fare mai abbastanza per quei piccoletti".

"Sì, sempre troppo gentile" gli ritorse Wilson sarcastico.

"Lo so, è un tormento" disse House con un sorriso soddisfatto "Ma tu, rimani qui sempre fino alle 5:30 o 6. E' Venerdì...".

"Ho finito presto oggi House, smettila di cercare di leggermi dentro".

"...E normalmente i Venerdì" continuò, ignorando completamente la risposta dell'amico "Stai qui di più perchè devi riflettere sui tuoi 4 matrimoni falliti".

"E' stata una settimana lunga e sono stanco" disse Wilson esasperato, cercando di suonare convincenete mentre entrava in ascensore "Accettalo, e zitto".

"No. Ho visto che hai bevuto almeno 3 tazze di caffè oggi. Senza menzionare il fatto che sei stato preoccupatissimo, più del solito" spiegò "Il che vuol dire solo una cosa, devi fare qualcosa. Includiamo anche quel sorriso da pivello che hai in faccia da tutto il giorno, secondo me hai un appuntamento".

Mentre House finiva la sua lunga ed elaborata teoria, le porte dell'ascensore si aprirono. Mentre i due uscivano, House vide la Cuddy che chiudeva la porta del suo ufficio. Come Wilson, stava per lasciare l'ospedale ma prima che lui potesse farle qualche battuta su questo fatto, lei se n'era già andata.

"E" continuò House mentre sentiva il suo amico sospirare "La Cuddy è stata anche strana oggi. Senza menzionare il trucco extra" si fermò brevemente, sorridendo "Hai un altro appuntamento con la Cuddy".

"No, non è che perchè usciamo dall'ospedale assieme, significa che usciamo assieme. Sai che esiste una cosa folle che si chiama coincidenza?" replicò Wilson in un futile tentativo di contrastare House.

"Nah, non vedi l'ora di andartene".

"Fammi un favore House, non mandare dei fiori stavolta" disse e si girò per andarsene e trovò la Cuddy nel parcheggio.

La replica di Wilson confermò i sospetti di House e gli gridò dietro "Almento aspetta fino a dopo cena prima di proporti!".

"Notte House" gli gridò di rimando prima che le porte si chiudessero.

"Notte Wilson" disse House prima di ritornare nel suo ufficio a pensare agli ultimi eventi.


Continua.........

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Ultimo capitolo (Capitolo 3)

Attraversando le porte e immergendosi nell'aria tagliente della sera, Wilson inspirò profondamente, sentendo l'aria fredda riempirgli i polmoni. Guardando attentamente il pacheggio, vide subito la Cuddy che si dirigeva verso la sua macchina.

"Lisa" la chiamò una volta che le fu vicino e le si mise accanto mentre lei apriva la portiera.

La Cuddy si girò verso di lui "Hey. Ho visto che House cercava di tenerti prigioniero per farti il terzo grado" disse giocosamente.

"Si, c'è andato vicino" replicò lui facendo cenno con l'indice e il pollice.

"Almeno avremmo evitato i suoi dispetti per una settimana. Quindi dove andiamo a cena?" chiese lei, cambiando argomento.

"Beh, c'è un posticino a un paio di miglia da qui che non è molto affollato di venerdì. Pensavo di andare lì" suggerì lui, un pò nervoso che potesse scegliere un posto che Lisa avrebbe odiato.

"Suona bene. Ti seguo con la macchina allora?" chiese la Cuddy, pensando che sarebbe stato più conveniente che entrambi avessero preso le rispettive auto, se no lui l'avrebbe dovuta riportare in ospedale per prendere la sua macchina.

"Si, va bene. Ho la macchina più indietro" replicò lui mentre indicava con la mano sinistra verso la fine del parcheggio. Wilson camminò velocemente lungo il parcheggio fin quando raggiunse la sua auto. Dopo aver messo in moto, uscì dal suo posto e si diresse verso l'auto della Cuddy. Una volta che Lisa vide la macchina di Wilson nello specchietto retrovisore, uscì dal posto e seguì l'oncologo.

Una volta arrivati a destinazione, si incontrarono alla porta d'entrata. Durante il viaggio verso il ristorante, Wilson aveva pensato a come comportarsi con la Cuddy. I due medici erano amici da anni ma Wilson non sapeva se doveva continuare così o lasciarle un pò di spazio. Venendo a una decisione, Wilson con coraggio toccò gentilmente la mano di Lisa, pregando silenziosamente che lei non gliela cacciasse via o peggio, la schiaffeggiasse. Invece, con sorpresa di Wilson, Lisa alzò lo sguardo verso di lui e sorrise mentre stringeva gentilmente la mano di lui. James sorrise imbarazzato mentre apriva la porta e faceva passare Lisa. Dopo la seguì nel ristorante in cui c'era una luce soffusa e una ragazza all'ingresso.

"Due per favore" disse Wilson prima di seguire la giovane ragazza per il ristorante. Il posto aveva un'atmosfera accogliente e rilassante, aveva più o meno 15 tavoli, completi di candele e portacandele. Wilson era soddisfatto del suo gusto per i ristoranti quando notò che il posto era davvero calmo e c'erano solo un altro paio di coppie oltre loro. Aveva voluto trovare un posto con un'atmosfera calma per il suo appuntamento con Lisa e sapeva che la maggior parte dei ristoranti sarebbero stati strapieni di venerdì.

Vennero fatti accomodare in un piccolo tavolo che si trovava accanto ad un'ampia finestra che si affacciava sulla strada. Ringraziando la signorina, Wilson fece accomodare la Cuddy. Sapeva che fosse un pò un clichè ma sapeva anche che a Lisa piacevano i piccoli gesti romantici e fu immediatamente ricompensato da un sorriso da parte di lei. James prese posto mentre un cameriere li raggiungeva e prendeva le loro ordinazioni per due bicchieri di vino.

Mentre il loro cameriere andava a prendere il vino, Wilson guardò fuori dalla finestra e notò che era cominciata a scendere la neve. Facendo ritornare gli occhi su Lisa la sentì dire "Questo posto è molto carino, James".

"Beh, pensavo che avresti preferito un posto calmo dopo aver passato un giorno in un occupatissimo ospedale".

"E' perfetto, grazie" replicò lei sinceramente.

Il loro cameriere ritornò con due bicchieri di vino e una brocca d'acqua. Diedero le loro ordinazioni per mangiare e il cameriere riandò via. Durante la loro cena, Cuddy e Wilson parlarono serenamente di tutto e di niente, sebbene evitarono qualsiasi riferimento al lavoro.

Una volta che la cena finì, uscirono fuori dove Wilson, da gentleman quel'era, accompagnò la Cuddy alla macchina. 'Oh grande' pensò lui 'Ecco l'imbarazzo. Dovrei baciarla?'. Normalmente, James non avrebbe avuto problemi a farlo. Questa situazione, comunque, era completamente diversa; questa era la Cuddy. Avrebbe preso la decisione giusta o quella che avrebbe rovinato tutto. Una volta che Lisa aprì lo sportello della macchina, si girò velocemente verso James. Gli era piaciuta la cena e non voleva che il loro appuntamento finisse così presto.

"So cosa stavi pensando" disse impulsivamente "E' presto, ti va di venire a casa mia per un caffè o un drink o qualsiasi cosa?". La parte razionale del suo cervello le stava gridando di non invitarlo a casa sua. Quella parte, comunque, fu velocemente sostituita dall'altra metà che voleva una relazione con James e stava sperando che lui dicesse di sì.

"Uh, si certo, sarebbe bello" replicò lui, in qualche modo scioccato che lei l'avesse reinvitato "Credo che sarò io a seguirti stavolta".

"Ok" rispose lei imbarazzata. James le strinse gentilmente la mano prima di lasciarla e dirigersi verso la sua auto.

Dieci minuti dopo, James parcheggiò la macchina dietro quella di Lisa, uscì e la seguì per le scale fino alla porta di casa sua. La Cuddy aprì la porta ed entrò, si tolse la giacca e la posò sull'appendino.

"Sentiti come a casa" gli disse mentre lui si toglieva la giacca e la posava accanto a quella di lei "Vuoi una birra o un caffè?".

"Caffè, grazie" replicò lui calorosamente. James aveva deciso durante il viaggio di star lontano dall'alcool così da poter pensare razionalmente. Se fosse successo qualcosa, sarebbe stato il risultato di troppi bicchieri. Mentre la Cuddy si dirigeva in cucina, Wilson andò in soggiorno, guardando tutte le foto e gli oggettini che aveva in casa. Dopo un paio di minuti, Lisa ritornò con due tazze di caffè e gliene passò una.

"Due zollette, vero?".

"Si" replicò lui con un sorriso e facendo un sorso "E' ottimo, grazie".

James seguì Lisa sul divano e si sedettero a parlare, bevendo caffè. Una volta che le tazze furono vuote, Wilson si alzò dicendo "Beh, credo che sia meglio...".

Prima che Wilson finisse la frase, Lisa si alzò e lo fermò "James" gli disse con calma. Rimasero faccia a faccia per alcuni secondi, si avvicinarono sempre più fin quando i loro visi non si sfiorarono "James" mormorò di nuovo prima che lui poggiasse la mano sinistra sul viso di lei e velocemente facesse toccare le sue labbra con le sue.

Il bacio fu incerto all'inizio, ma presto divenne più violento mentre Lisa apriva la bocca per dare accesso alla lingua di lui. Le mani di James trovarono posto sui fianchi di lei e la spinsero più vicino mentre le braccia di lei si avvinghiavano al collo di lui e tra i suoi capelli. I loro baci divennero molto più frenetici mentre Lisa tentava di togliergli la giacca e lo guidava nel suo appartamento verso la camera da letto. La maglia seguì la giacca sul pavimento mentre lui apriva la porta della camera. Lisa sentì il dietro delle gambe scontrarsi con il letto e vi ci sdraiò. James la seguì subito, mettendosi sopra di lei mentre le sue mani si facevano spazio sul petto e sulla schiena di lui. Lui cominciò ad assaltargli il collo prima di rivolgere la sua attenzione sulle labbra.

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La mattina dopo, James si alzò a causa del sole che filtrava dalla finestra. Si passò una mano sulla faccia e ci mise un pò prima di svegliarsi del tutto. Guardando in basso, sorrise quando vide la testa di Lisa sul suo petto e le passò una mano tra i capelli.

Dopo quello che era successo la sera prima, James era assolutamente convinto di continuare questa relazione. Certo, era stato sposato per tre volte ma non si era mai sentito come la scorsa notte. Non si era mai sentito così al sicuro o così a casa, tenendo Lisa tra le sue braccia. Non era molto sicuro di cosa pensasse lei della notte precedente, ma sperava che lei volesse una relazione così come voleva lui.

James venne riportato coi piedi per terra quando sentì muoversi quel caldo corpo accanto a sè. Svegliandosi, Lisa aprì gli occhi e fissò quei profondi occhi castani accanto a sè.

"Hey" mormorò lei sorridendo.

"Hey" replicò lui semplicemente, prima di abbassarsi per darle un soffice bacio.

Quando il bacio finì, Lisa sentì il suo stomaco brontolare e guardò la sveglia accanto al letto: 10:33 'Wow, non dormivo così da tempo' pensò. Non si stava lamentando, passare un sabato a letto con James Wilson era molto allettante come cosa; e non aveva intenzione di lasciarsela sfuggire.

Mentre Lisa era persa nei suoi pensieri, James rise leggermente a sentire lo stomaco di lei brontolare di nuovo "Fame?".

Incontrando gli occhi di lui, replicò "Affamata, ma ho bisogno di una doccia prima".

"Ok" disse lui, alzandosi dal letto "Tu va a farti una doccia e io preparerò la colazione".

"James, sai che è casa mia, vero?" chiese lei, chiedendosi se fosse capace di trovare tutto in cucina. La Cuddy era molto organizzata in ospedale e nel suo ufficio, ma nella sua cucina tutto era sistemato in modo particolare.

"Hey, ho vissuto con House per settimane, ricordi? Se posso raccapezzarmi in casa sua, la tua cucina sarà una passeggiata" ritorse lui sarcasticamente.

"Beh, non posso contraddire questa logica" baciò James velocemente prima di alzarsi dal letto e dirigersi in bagno.

Dopo che Lisa entrò in bagno, James si alzò dal letto e riprese i suoi boxer e la maglietta bianca dal pavimento prima di dirigersi in cucina. Quindici minuti dopo, Lisa riemerse dalla camera da letto vestita con un top e dei pantaloni di flanella, e sorrise sentendo dei profumi dalla cucina.

Camminando verso il bancone dove era appoggiato James, gli mise una mano sul collo, giocando leggermente con i suoi capelli "C'è un buon odore" commentò lei mentre lui si girava per incontrare i suoi occhi. Lisa non potè non notare la sua dolcezza con i capelli ancora scompigliati.

"Il famoso toast di James Wilson. Lo adorerai, te lo giuro" replicò lui e posò un veloce bacio sulle labbra di lei prima di girarsi per finire di cucinare. Lisa sorrise mentre lo guardava muoversi in cucina. Sembrava così a casa ed era sbalordita dalla sensazione dei suoi baci. Una volta che la colazione fu pronta, la coppia si sedette al tavolo e mangiò in silenzio. Dopo, Wilson si alzò lentamente e cominciò a pulire i piatti. Fu in quel momento che Lisa decise di aprire una parentesi sulla loro relazione. Doveva sapere, in un modo o nell'altro, qualunque cosa fosse successa in bene o in male "James" cominciò lentamente "Dobbiamo...".

Ma prima che lei potesse finire la frase, James le rispose "Guarda Lisa, non so te ma io non mi pento di ieri sera" sapeva che fosse rimasta un pò sorpresa della sua considerazione e aspettò che continuasse. Continuò ma puntò lo sguardo sul pavimento, che trovò estramente interessante, mentre diceva "Ad essere onesti, sei entrata nella mia testa da un pò e so che la mia storia con le donne non è eccezionale ma vorrei avere una possibilità" indicò entrambi con la mano, spostando lo sguardo sui suoi occhi "Vorrei darci una possibilità, se vuoi".

Lisa era senza parole e fece la sola cosa che riuscì a pensare per esprimergli la sua volontà di continuare la relazione. Alzandosi dalla sedia, attraversò la cucina e si mise di fronte a James, sorridendo. Alzò le braccia mettendogliele attorno al collo e lo baciò, esprimendogli tutti i suoi sentimenti. Tirandosi indietro per guardarlo, disse dolcemente "Voglio darci una possibilità".

La sola risposta di James fu quella di rispingerla nelle sue braccia per baciarla appassionatamente, facendo scorrere una mano sulla schiena e l'altra tra i capelli. Dopo la guidò lentamente in camera da letto, dove la coppia passò il resto del loro sabato esplorando la loro nuova e promettente relazione.


FINE

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